Esplode il caso della grazia a Nicole Minetti: poche ore dopo la richiesta di ulteriori accertamenti della presidenza della Repubblica, il ministero della Giustizia in una nota riporta che la procedura che ha portato al provvedimento di clemenza è stata seguita in maniera corretta. Ma mentre il ministro della Giustizia Carlo Nordio a Palazzo Chigi viene ricevuto dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano per «provvedimenti in materia di giustizia» è stata firmata l'autorizzazione richiesta dalla Procura generale della Corte d'Appello di Milano per nuove verifiche sugli elementi che hanno portato a quella grazia.
Ad alimentare dubbi, prima del Colle poi degli uffici di via Arenula, sono le ombre calate sull'adozione di un bambino uruguaiano dopo un'inchiesta del Fatto Quotidiano.
Era stato proprio quell'accoglimento familiare, legato alle condizioni di salute precarie del piccolo, a portare al procedimento in favore di Minetti di fatto cancellando le condanne a 3 anni e 11 mesi per favoreggiamento della prostituzione e peculato (per i processi Rimborsopoli e Ruby ter) che avrebbe dovuto scontare ai servizi sociali.
Minetti ha adottato il bambino assieme al suo compagno, Giuseppe Cipriani, erede della dinastia dell'Harry's Bar che compare negli Epstein files. La Procura generale della Corte d'appello di Milano, dopo il via libera del ministero, apre una nuova pista all'estero per effettuare nuovi accertamenti.











