La polemica politica, a Domusnovas, corre sui social. Ma questa volta dal dibattito sulla bonifica del sito di Barraxiutta si è passati alle offese che hanno rasentato perfino il sessismo e così in paese la polemica da virtuale è diventata reale.
La disputa si è accesa sul profilo Facebook della sindaca Isangela Mascia in occasione di un post della stessa sull’atteso progetto di bonifica dell’ex sito minerario di Barraxiutta. Sotto, tra i commenti, il solito botta e risposta tra chi apprezza e chi lo fa meno. Un dibattito che, però, deflagra sull’intervento di un utente maschile che, nell’ironizzare e difendere il progetto portato avanti dal Comune, utilizza un’espressione colorita, scadendo nel personale in riferimento al fisico di un’altra utente che è solita commentare e prendere posizione sui temi che riguardano Domusnovas. Ne nasce un ulteriore botta e risposta, a tratti anche molto duro, che va avanti tra accuse di offese sessiste, repliche che individuano nelle stesse offese delle enormi esagerazioni, e richiami a “Scarpette e panchine rosse” ed ai tanti altri progetti comunali di lotta alle violenze che vengono posti in antitesi con il tenore del commento incriminato. Non manca chi chiama in causa anche la sindaca e le chiede di «intervenire a censurare tali interventi, prenderne le distanze e ripulire la propria pagina».
In una nota la minoranza si dice «solidale con le persone prese di mira con commenti offensivi e sessisti» e, facendo proprie varie accuse all’utente e varie considerazioni del dibattito social, chiede alla prima cittadina di «bocciare e bloccare apertamente questi interventi». La sindaca Isangela Mascia e l’intera maggioranza replicano con una nota altrettanto dura: «È l’ennesima strumentalizzazione usata per andare contro la sindaca, non contro il suo operato ma contro la sua persona. – scrivono – Si è arrivati perfino a controllare quante volte la sindaca entra sui social o come muove le mani nei video. Non avendo argomentazioni di peso, vista la grande mole di progetti, bandi e finanziamenti che vedono coinvolta questa amministrazione, la minoranza va sul personale. Ciò è triste ed alimenta situazioni legate ad odio ed aggressività delle quali la comunità farebbe volentieri a meno, oltre a sminuire pesantemente il lavoro degli assessorati e degli uffici comunali».
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